
La punta nord-orientale della Sicilia 💖
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Situato all'estremità della Sicilia Nord-Orientale, sorge in corrispondenza di Capo Peloro, promontorio collinare in cui i rilievi si interrompono bruscamente a circa 1,5 km dal mare per lasciare ad un lido sabbioso: è su questo lido che Torre Faro sorge, dove lo Stretto di Messina raggiunge il minimo della sua grandezza e la Calabria dista dalla Sicilia solo 3,6 km. Il nome del paese deriva dalla presenza di un importante faro, attestato come edificio già in età romana e preceduto per secoli da punti di illuminazione, che servivano ad aiutare i naviganti ad attraversare lo Stretto di Messina. La presenza del faro avrebbe poi trasferito il termine alla toponomastica della contrada e a quella di Casale del Faro, oggi Faro Superiore. Un'ipotesi meno attendibile sarebbe quella di una derivazione dal nome dei Pharii, genti greche della città di Pharis che si sarebbero spostate nella zona di Capo Peloro dalla loro patria in Laconia. Caratteristici del luogo sono i refoli, vortici generati dalla corrente dello Stretto di Messina, che nei secoli passati animarono la leggenda di Cariddi, una ninfa dalla voracità insaziabile che per aver rubato dei buoi al figlio Eracle, fu trasformata da Zeus in un mostro che per tre volte al giorno ingoiava e rigurgitava le acque delle stretto, ingurgitando tutto ciò che si trovava sopra o sotto la superficie del mare (marinai compresi). I Laghi di Ganzirri e di Faro sono oggi due piccoli ecosistemi caratterizzati da alti livelli di biodiversità e produttività primaria, il che li rende adatti allo sfruttamento delle risorse biologiche ed in particolare alla molluschicoltura, praticata da diversi secoli in entrambi i laghi. L'area compresa tra Ganzirri e Punta Faro rimane a tutt'oggi uno dei sistemi lagunari più interessanti dell'Italia dal punto di vista scientifico ed è tutelato da un vincolo naturalistico e paesaggistico. Capo Peloro, o Torre Faro, appare come una sottile striscia di terra in mezzo al mare, l'enorme costruzione qui mostrata è chiamata "pilone". Torre Faro visto dal Pilone: sulla sinistra il Lago di Ganzirri (o Pantano Grande) e sulla destra il Lago di Faro (o Pantano Piccolo) Si tratta tecnicamente di stagni costieri salmastri che, per la loro comunicazione con il mare, rappresentano un ambiente di transizione in equilibrio dinamico con l'ambiente marino; sono sede di flore specializzate di ambienti umidi salmastri e utilizzati come stazioni di sosta dagli uccelli migratori. Il Lago Faro, per la sua particolare conformazione, rappresenta inoltre un raro esempio di bacino meromittico, oggetto di studio e di ricerche da parte di specialisti a livello internazionale. Esso è tra l'altro caratterizzato dal massiccio sviluppo di solfobatteri colorati fototrofi, che sono capaci di svolgere attività di fotosintesi anche in mancanza di ossigeno; le complesse relazioni che si instaurano con le altre popolazioni batteriche intervengono nel ciclo biogeochimico dello zolfo facendone un biotopo di peculiare importanza. L'intero contesto della Laguna di Capo Peloro è costituito da aree dunali e retrodunali con presenza di biotopi floristicamente ricchi con specie di vegetazione psammofila ad alta vulnerabilità o rischio di scomparsa, nonché talune specie vegetali tipiche di ambiente alofilo e dei litorali sabbiosi costieri, riscontrabili in pochi ambienti del bacino Mediterraneo. Vi sono cinque canali che mettono in comunicazione i due laghi tra loro e con i due mari: Il canale di collegamento tra i due Pantani, denominato Margi. I canali di collegamento dei Pantani con i mari Tirreno e Ionio (Canale degli Inglesi, Faro, Due Torri e Catuso). In origine i Laghi erano quattro: Il Lago di Ganzirri, esteso per una superficie inferiore di 1/3 rispetto all'area ricoperta oggi. Il Lago di Faro, rimasto praticamente immutato. Il Lago Margi, oggi prosciugato e bonificato, situato nell'attuale località Margi tra il Lago di Ganzirri e quello di Faro, ossia nella zona attraversata dal canale che oggi collega i due laghi, il "Canale di Margi". Il Lago Madonna di Trapani si trovava in linea con il Lago di Ganzirri in posizione molto ravvicinata e oggi ne è annesso. Il Pilone di Torre Faro Nel 1783 il terremoto fece diventare i laghi da salmastri a dolci, quindi si decise di aprire i canali esistenti tuttora che collegano i laghi con il mare, anche perché le rane si stavano riproducendo a dismisura. Nel prosciugare il terzo lago si scoprirono resti di fondazioni ritenute quelle del tempio di Nettuno descritto dagli antichi, le cui colonne avrebbero abbellito il Duomo. Ma certamente la costruzione che maggiormente identifica Torre Faro è il Pilone, un traliccio d'acciaio in disuso della linea elettrica ad alta tensione a 220 kV che attraversava lo stretto di Messina fra la Calabria e la Sicilia. Il pilone alto 232 m fu progettato e costruito tra il 1948 ed il 1955 dalla Società Generale Elettrica della Sicilia (SGES), ed è posto dirimpetto al suo omologo calabrese (224 m) costruito sulla sommità della collina di Santa Trada, sopra il paese calabrese di Scilla. Fino al completamento dei piloni sul fiume Elba in Germania, il pilone di Torre Faro ha vantato il record del pilone più alto del mondo. Tuttavia il forte vento che costantemente soffia sullo Stretto ha indotto i tecnici all'utilizzo di cavi d'acciaio ad alta resistenza ma a bassa conducibilità elettrica, cosicché i cavi si sono rivelati con gli anni insufficienti per soddisfare la richiesta energetica (oltre che pericolosi per il trasporto aereo) e nel 1994 si è optato per la loro rimozione e la messa in attivazione di cavi sottomarini. Oggi il pilone resta una fonte di attrazione turistica, particolarmente suggestiva di notte quando la struttura d'acciaio riflette le luci poste alla base e si staglia come un cono luminoso emergente dalle acque scure dello stretto. Inoltre il Comune di Messina ha avviato un progetto di riqualificazione dell'area che oltre ad aprire al pubblico il pilone ha portato all'illuminazione della Torre degli inglesi (forte costruito dai britannici per il cannoneggiamento delle navi nemiche nel punto in cui esse in manovra per entrare nello stretto erano a facile tiro) e alla conversione di un'ex struttura per il tiro al volo nel parco Horcynus Orca, dedicata alla biologia marina, alla storia e ai miti dello stretto e dove nel mese di agosto ha luogo il Festival delle culture del Mediterraneo con proiezioni cinematografiche e concorsi letterari. Oltre alla mitilicoltura (Torre Faro col vicino Ganzirri copre il mercato di mitili di tutta la Sicilia Nord-Orientale), discreta è l'attività agricola dovuta alla fertilità del terreno ex paludoso e il settore turistico. Amministrativamente parte integrante del comune di Messina (VI circoscrizione), consta attualmente di circa 2500 residenti che arrivano anche a raddoppiare nella stagione estiva. La parrocchia del paese, come tutta la città di Messina, è dedicata alla Madonna della Lettera, perché è proprio a Capo Peloro che si racconta fosse sbarcata la delegazione di messinesi di ritorno dalla Terra Santa nella quale si erano recati, spinti della fervente predicazione di San Paolo, in visita alla Vergine che in segno di ringraziamento consegnò loro una lettera sigillandola con un suo capello. Sulla lettera erano riportate le seguenti parole: Vos et ipsam civitatem benedicimus (Benediciamo voi e i vostri concittadini); la tradizione religiosa vuole che da allora la Madonna vegli sulla città anche quando in occasione di una tremenda carestia nel ‘600 fece apparire miracolosamente nelle acque dello Stretto una nave carica di grano.
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